Mais e miele, due produzioni importanti nel Friuli Venezia Giulia

Che il settore dell’apicoltura stia attraversando una fase di crisi non è un segreto. Le cause sono molteplici, e ognuna di esse merita di essere presa sul serio. Questo genere di considerazioni ha accompagnato la quarantesima edizione del convegno pordenonese sull’apicoltura tenutosi il 10 marzo e intitolato “Come salvare le api”. Una serie di specialisti hanno trattato due aspetti fondamentali di questo tema, ovvero come selezionare le api per il proprio apiario e come nutrirle.

Sempre nel corso del convegno si è fatto presente che da una ventina d’anni nel Friuli-Venezia Giulia vengono segnalate morie d’api, le quali sono causate da malattie, dall’intervento dell’uomo sull’ambiente e da disturbi dovuti ai campi elettromagnetici. Attribuire la crisi di questo settore ad un’unica causa sarebbe riduttivo, tuttavia non vanno presi alla leggera gli accadimenti che hanno ricevuto l’attenzione della stampa negli ultimi mesi.

Il metiocarb
Il metiocarb appartiene alla classe degli insetticidi carbammati, ed è estremamente tossico per molte specie animali e floreali, api incluse. Ciononostante, a differenza di altri pesticidi, questo pesticida non è stato vietato dall’UE, che però ne ha regolamentato l’uso, prevedendo ad esempio che esso non vada usato nei periodi di impollinazione, specie durante il giorno poiché le api escono fuori dall’arnia alla ricerca di cibo, oppure limitando una dispersione del pesticida non necessaria alla protezione del seme, evitando la semina quando c’è vento e avvalendosi delle tecniche di semina più efficienti.

Il caso del metiocarb in Friuli Venezia Giulia è iniziato quando degli apicoltori hanno denunciato delle morie d’api, a cui è seguita un’inchiesta della Procura di Udine, la quale dovrà stabilire se i parametri sopra spiegati siano stati rispettati nella pratica. Nel frattempo, il 5 e 6 marzo il corpo forestale regionale si è occupato del sequestro preventivo di decine di campi nella provincia di Udine e per tutto il 2019 sarà vietata la coltivazione di granoturco conciato con principi attivi nocivi per le api. Nonostante le recenti proteste degli agricoltori friulani, Legambiente e l’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani hanno ribadito il loro sostegno alla Procura e all’inchiesta che sta portando avanti.

Produzione di mais in Friuli Venezia Giulia

Secondo i dati relativi al 2017 forniti dalla Assosementi (associazione italiana sementi) la produzione regionale di mais nel Friuli-Venezia Giulia ha un valore di 112 milioni di euro, che costituisce circa il 10% del suo valore complessivo in Italia. Purtroppo, negli ultimi anni l’andamento di questo cereale ha subito un calo in tutta Italia.

È in questo panorama che s’inserisce la pratica della concia delle sementi, la quale è in molti casi necessaria per la preservazione della qualità e della produttività dei semi stessi. È una pratica regolamentata a livello europeo nel rispetto della vita di flora e fauna.

Pur essendo molto importante in Italia la produzione delle sementi, non si può ignorare la necessità di sostenere il ruolo delle api nella tutela della biodiversità, e tra l’altro l’impollinazione non può che sostenere la produzione delle sementi. Il dibattito in corso nella regione che affianca le indagini sull’uso scorretto dei fitosanitari si sta muovendo in questa ottica, poiché si vogliono comunque conciliare le esigenze di apicoltori e agricoltori.