Aethina tumida: un pericolo per l’alveare

Tra i pericoli meno conosciuti, che minacciano l’alveare, troviamo l’aethina tumida. Essa altro non è che un coleottero che infesta le arnie, raro in europa, in grado di causare enormi danni, dalla devastazione dei favi, alla fermentazione del miele e al cedimento della colonia.

Origini e diffusione del parassita

Il coleottero degli alveari è originario del sudafrica, dove convive senza problemi con l’ape del capo. I membri di questo tipo di ape hanno, infatti, sviluppato un atteggiamento aggressivo verso il parassita, che riesce a colpire un alveare solo quando questo si trova già in condizioni critiche. I primi problemi sono nati quando l’Aethina tumida ha fatto la sua comparsa in altri paesi come Stati Uniti, Egitto, Australia, Canada e Portogallo. Nel 2014, prima in Calabria e poi in Sicilia, il parassita si è mostrato per la prima volta anche in Italia. L’ultimo caso è stato registrato il 20 giugno 2019 in Sicilia a Siracusa.

Ciclo di vita

Gli adulti del coleottero si possono trovare praticamente ovunque nell’arnia infestata e vivono fino a 6 mesi. Le femmine depongono le uova in fori dell’alveare. Nel giro di 2-3 giorni dalle uova fuoriescono larve bianche che, nutrendosi di polline e miele, portano al danneggiamento dei favi. Passati 10-16 giorni le larve scavano nel terreno vicino all’alveare per completare la loro formazione e nel giro di un mese i nuovi adulti formati andranno alla ricerca di altri alveari, diffondendosi nel territorio.

Modalità di propagazione

La pupa si sviluppa in terreni umidi con temperature sopra i 10 gradi, ma può resistere anche in terreni secchi con temperature più basse fino a 3-4 settimane. Nella fase adulta possono diffondersi fino a 10 km e vivere senza nutrimenti fino a 9 giorni. Tale periodo aumenta se si trovano in alveari usati o sulla frutta, dove possono arrivare a sopravvivere anche per diversi mesi.

Danni all’alveare

L’Aethina tumida provoca danni di vario tipo. I tunnel scavati dalle larve tendono a rovinare i favi, le feci delle larve portano alla fermentazione del miele e inoltre forti tassi di infestazione possono portare all’abbandono dell’arnia. Molti apicoltori hanno assistito alla distruzione di colonie molto forti, sotto un alta diffusione del parassita.

Prevenzione e lotta dell’Aethina Tumida

Visti i primi casi di comparsa del coleottero, il ministero della salute ha attuato piani di sorveglianza nazionale. Oltre a questo, per prevenire la comparsa del parassita, è utile evitare di importare sciami e alveari da paesi in cui è diffusa l’infestazione. Il principale metodo di lotta in Italia è, per ora, la completa eliminazione degli alveari infestati. Altri metodi consistono nell’uso di nematodi nel terreno per colpire il parassita nel suo sviluppo, nell’uso di prodotti chimici o anche di galline attorno alle piccole arnie.